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Labas

Aggiornamento: 27 gen

Insieme ad una cara amica e collega abbiamo deciso di provare a portare alla luce una mappa, questa mappa è una rete di professionisti. Prima di tutto, per noi, sono delle persone che abbiamo conosciuto nella nostra formazione e nella nostra esperienza lavorativa e con i quali condividiamo un modo di intendere la cura clinica della persona:


Curare per noi è farsi carico della persona nella sua unicità e complessità.


Questa mappa è nata e nascerà gradualmente.


La caratteristica di questa rete è che non si trova in un unico territorio, ma si sviluppa in diverse zone, proprio là dove abbiamo incontrato e conosciuto i nostri colleghi. Questo permetterà alle persone che si rivolgeranno a noi di poter avere un elenco di professionisti e di poterli incontrare nei loro studi.

L’idea nasce, prima di tutto, dal desiderio di costruire qualcosa insieme, oltre che colleghe siamo amiche da molti anni ma, l’idea di farlo adesso arriva da un sentire preoccupato e pensieroso che si è trasformato in pensiero e poi è diventato progetto.


Per prima cosa noi siamo psicoterapeute con una formazione psicoanalitica e viviamo con una certa preoccupazione quello che sta avvenendo a livello mondiale ma anche nella nostra società: la violenza, anche verbale, si sta manifestando sempre di più, superando quei limiti che si pensava prima di conoscere. Il vivere insieme è caratterizzato sempre più dal vivere l’altro, in quanto estraneo, diverso come qualcuno da attaccare, escludere, eliminare, allontanare, condannare, espellere, perfino uccidere. Come mai sta accadendo questo? Perché le persone sembrano “essere contro” gli altri? Quali sono i meccanismi psichici che sono alla base di tali posizioni?

 

Mi piace qui ricordare le parole di una psicoanalista iraniana Gohar Hoayounpour che nel suo libro, “Una psicoanalista a Theran”, scrive: “La paura che viviamo, l’estraneità è un fenomeno interiore più che esteriore….l’inquietante estraneità è intimamente connessa con la paura infantile dell’Altro…..in breve la paura dell’Altro in quanto straniero dentro di noi.”


In aggiunta, riteniamo che nella nostra cultura contemporanea assistiamo all’idea (e ad un aumento di richieste) che ci possano essere soluzioni rapide al disagio e al dolore. Oggi si cercano e si previlegiano soluzioni veloci per eliminare il sintomo, una psicologia/pastiglia che toglie e silenzia, dimenticando appunto, “rimuovendo forse” che il sintomo è un messaggio dell’inconscio da ascoltare e non da zittire.

Noi pensiamo che i sintomi delle persone siano delle comunicazioni e che quindi sia necessario l’ascolto e la comprensione di sé. La cura, per questo motivo richiede tempo, impegno e messa in gioco. La trasformazione di sé non avviene a costo zero. Il professionista è colui che accompagna con il suo sapere la persona nella scoperta di sé stessi ma non può essere il risolutore. E ci vuole tempo perché la profondità del pensiero venga raggiunta, profondità che sembra essere evitata preferendo la velocità, condizione perfetta per rimanere in superficie.


Noi crediamo che la psicoanalisi come “parola che cura” sia un atto clinico che nasce nella relazione e che, proprio per questo, può favorire la trasformazione della vita psichica.


Recentemente è stato pubblicato un nuovo libro della psicoanalista Simona Argentieri: “La parola che cura. Uso e maluso della psicoanalisi oggi” nel quale racconta bene il clima dell’oggi; da una parte afferma come chi soffre oggi non tollera di sentirsi corresponsabili della propria infelicità. E l’analista, per timore di perdere il paziente, rinuncia a dire verità scomode, dall’altra mette in guardia dalla banalizzazione e dall’uso di tecniche psicoterapeutiche che risultano collusive e non una autentica emancipazione del soggetto. Ecco, con umiltà concordiamo con lei.


Labas è il nome che abbiamo scelto e significa come stai? in arabo marocchino, che è più di un semplice saluto, è un invito ad esplorare il profondo legame tra il benessere interiore e le relazioni che costruiamo. In questa mappa saranno quindi coinvolti tutti quei professionisti che si occupano delle persone da un’altra prospettiva: nutrizionisti, fisioterapisti, psichiatri, neuropsichiatri infantili (e altri colleghi) in un dialogo costante e reciproco.


Fondamentalmente continueremo a fare quello che abbiamo sempre fatto, stare dentro i nostri studi ed incontrare i nostri pazienti ma, si aggiungeranno anche delle iniziative che ci vedranno fuori dalle nostre stanze e che sono nate proprio mentre pensavamo a questo progetto.

Avendo decido di esporci pubblicamente avremo anche una presenza sui canali digitali.


In internet troverete Labas Italia solo perché il nome era già in uso.. sigh.... e il sito si chiamerà www.labasitalia.it

abbiamo un profilo istagram, https://www.instagram.com/labasitalia/

un collegamento su Linkedin linkedin.com/in/labas-italia-46b9783a2 


Naturalmente abbiamo anche una mail: info@labasitalia.it per chiunque voglia contattarci



Ci sarà un mio profilo Istagram https://www.instagram.com/laura.valsecchibg/

 

 

Bibliografia


“Una Psicoanalista a Theran”, Gohar Homayounpour, Raffaello Cortina Editore

“La parola che cura.  Uso e maluso della psicoanalisi oggi”,  La nave di Teseo

 
 

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